Lezioni Americane 1

Cosa hai imparato?
Ho imparato che le cose più importanti non si dicono mai, quasi mai.

Non si devono dire. 

Se sono vere e se siamo fortunati diventeranno poesia
Eterna
E forse un giorno
Diventeranno gesto
Il vero coraggio
Di essere ad ogni costo

Come ancora non mi conosco

Tu che mi hai creduta
nonostante tutto
tienimi ancora un po’ con te

La giovinezza, il sangue, l’anima
la vita intera è solo tua.

Sei l’amore vero di chi non ha mai creduto nell’amore e solo tu puoi se non si può, quando non si può e dove non si può. 

Aprimi le tue porte senza confini. 
Lasciami abitare nell’immenso e io sarò come ancora non mi conosco.

L’Idiota

Nouvelle Blog

Ian Curtis, 1956 – 1980

Mi chiamo Ian e non ho ancora compiuto 24 anni, scrivo mentre “piango come un bambino anche se questi anni mi hanno reso più vecchio“.

Tra due giorni sarei dovuto partire con gli altri della band per il nostro primo tour negli Stati Uniti. Manon voglio più stare nel gruppo, Unknown Pleasures è stato il massimo, non volevo che crescesse così, oltre, c’è un limite al di là del quale non si fa che distruggere la bontà e la bellezza di quello che si è creato e ci si riduce a recitare la più meschina delle recite”.
Non ho più il piacere, oh, e da allora ho perso il cuore. Corrotto dalla memoria, non ho più il potere,  sta strisciando lentamente, questa ultima ora fatale”.

“Questa è la stanza, l’inizio di tutto, nessun ritratto finale, solo i fogli sul muro

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Sulla nave

Brivido della possibilità che in fondo, il vuoto, fosse poi solo la percezione della profondità: la vertigine del coraggio.

Sola, era come quella vela candida e crudele che aveva osservato a lungo, muoversi nel blu più profondo tanto amato. 

L’ultima corda che la teneva legata al mistero non si era ancora consumata e,  di notte, quella notte, nel silenzio azzurro della nave addormentata non aveva potuto fermare i pensieri che aveva ignorato fino ad allora.

Forse un tempo era appartenuta anche lei, ma non riusciva a ricordare, non era più sicura delle cose che erano state, c’era solo lei o forse non c’era mai stata.

No, non c’era mai stata.

Era stato solo uno strano sogno. Un gioco troppo pericoloso da fare su questa terra, ma su quella nave, giorni dopo, aveva sognato ancora di poter giocare a quel gioco. Aveva pianto come una bambina sola: gli altri non giocavano mai, non erano liberi e leggeri nella possibilità dell’essere senza mai farsi intrappolare. No, una cosa era così e basta e ciò le faceva paura.

Sì, c’era stata.

Era così, non aveva una storia, era fatta di parole senza peso e ora lo sapeva bene. Ma aveva amato il silenzio più di ogni altra cosa, e lo capiva solo adesso quando ormai  il silenzio era perduto.

Non avrebbe mai più sentito quel silenzio.
Lo aveva capito e le si era spezzato il cuore, che dolore, che strazio.
Aveva sempre creduto di essere triste e voler annegare ogni volta che guardava il mare al pomeriggio, ma non era mai stato vero, solo quella sera aveva pensato di buttarsi giù mentre guardava il mare: voleva tornare indietro e non poteva, voleva andare avanti e non poteva, c’era solo l’insopportabile adesso.

Era rimasta li ferma a piangere e alla fine aveva deciso lo stesso di vivere senza sapere il perché.

Quelle parole la facevano arrabbiare ancora, poteva vedere le sue labbra muoversi mentre le dicevano che non poteva essere una principessa dal momento che aveva vissuto isolata in una colonia dimenticata da Dio.

La verità non ha bisogno di diventare qualcosa di più, è come il silenzio del mare, tutti possono udirlo ma pochi lo sentono parlare dentro. E lei, la sciocca ragazzina morta di sogni, lasciata per una ragazza di città, era adesso come l’onda dei pensieri più segreti della notte, e non le importava più.

Perché aveva pianto tanto poi? Cosa cambiava dalla solitudine di una colonia afosa a quelle strade di città solitarie e piene di gente sconosciuta?

Del resto, non era mai appartenuta a nessuno in nessun posto. Altrimenti avrebbe urlato quando lui era andato via e invece no, era rimasta in silenzio.
Non aveva avuto la voglia, non gli avrebbe mai più chiesto niente.
Tutta quella inspiegabile fedeltà che l’aveva legata a lui era solo fedeltà a se stessa.

E poi, cosa conta l’assenza? La distanza? A volte avrebbe voluto dirlo a voce alta ma poi era rimasta in silenzio, nessuno avrebbe capito, ma sentiva che qualcun altro nel mondo doveva pur saperlo, perché quando una cosa è vera ci si capisce anche senza bisogno di parlare.

Qualcuno lo sapeva e un giorno lo avrebbe trovato.

“Non è facile essere liberi come il vento” eppure lei era nata così, incerta e dispersa. 

E quella notte sulla nave, aveva deciso di vivere.

Cherry wine 

What he said to me, a poem:

I can’t keep running with you baby. 

He said:

I need to taste real new things 

And you are just like a cherry wine that with all those dreams makes me dope and I can’t bear no more

I will never forget your bright twisted sparkle that lighted up my black skies
I will miss the old timed when we could get messed up just for fun

But I hunger the new world 

And you are like a desert mirage
An ephemera sickness with wilderness charm
You taste like a poem of sugar deadly sweet and warm but you are easily gone 

My little doll with a magic touch 

I’m high under your spell of love but it’s never enough when I get low 

you give me nightshade panic, so wild and safe I can’t play anymore

My baby, eyes of fire, child of the sea
you’ve been my noir muse of all my heavenly fantasies

But I’m burnt

I can’t keep running with you
My faith is so blue
The truth is don’t love you

Cherry wine
Your thousand dreams I painted black ’cause I got broken so insane, I hope you will forget the pain
I can’t keep running with you,  my faith’s so blue, yes,  the truth is I don’t love you

What I said to him, a poem:

Mon chéri, now I can answer to you
Maybe our games sent us insane
But you did it just for you
How can I regret someone like you?
You go your way and I will go mine

I will go ahead like I’m supposed to
You are free to be the man you want to
Be mean,  lie and take your time 
That wont’t make you a man
It will only satisfy your Spleen

You tried too hard to forget me
Telling that you miss her bad
That you wanted to love her mad
But every time you will kiss her
And you will get the hot feeling strange and blue.. Remember 

It’s me taking over you

There’s will be nothing you can do
You can only go back to your void mood
Romancing with her won’t save you

Keep running everywhere
Own things you don’t deserve
You can’t hide from yourself

It could hurt sometimes
Too hot
So cold
Too much
Divine
It’s the sorrow of being alive

If only you had dared to

And who knows how it will feel when you will realize that you sold me just  for things everybody can have in this world

Your secret will come known 
When the darkness falls
It will speaks too loud

Now I set on fire my soul

No matter what you will say or do
You lost my ship through

Flowers will still grow in my hair
Endless summer will be everywhere

And you will not find me anywhere. 

I Met a Blue Girl in Dreams

Now she sings for me,
chasing lights chasing electric power,
She plays dreams dangerously
She is a poison with curls
She try hard
She pretends
but she never liked those things
She gets bored easily

My Lolita of the suburbs, lost forever in her dreams so bulletproof. 

Even if money broke our wings and broke our heart when the night comes I still hear her songs.  

Sometimes we still get the blues
But I got the power to be whatever I think
I think a lot
and it’s heaven

Americanroseve

Tutto quello che ti serve

Ho inventato mondi nuovi da scoprire,
infiniti, bellissimi e selvaggi
ma nessuno li ha ancora conquistati davvero.
Neanche io.

Nell’attesa dell’attimo giusto non so se nascondermi nel bosco o ballare nuda sulla spiaggia.
Mi prenderesti in giro se sapessi.
Moriresti dal ridere o dalla rabbia.
Se chiudo gli occhi, posso sentirlo.

Quando guardo il cielo sono davvero felice, anche se ogni tanto sopporto male la fatica della speranza. È ancora buffo aver scoperto di essere senza.
Tremo ma ho bisogno di scoprire se potrò mai superare i limiti segreti dell’anima.

Non ho mai creduto davvero in nessuna parola ma anche questo silenzio misterioso non lo capisco, confonde l’anima e mi travolge.
Lo ascolto parlarmi di cose sconosciute.
Credo più a lui che a te.

Spesso perdo tempo, punto i piedi e soffro.
Accarezzo il mare con i miei occhi, mi perdo nel suo specchio furioso, calmo, dolce e tanto crudele.

Mi perdo e so chi sono.

Solo lui conosce i giochi segreti del mio cuore. Non sono sicura di sapere cosa faccio, ma lo faccio bene, lui lo sente.

Quando tutto va a fuoco sorrido.
So essere bella quando gioco con l’infinito ed è così per sempre, lui conosce anche questo.

Non ti invidio, non voglio avere più paura di te.

Non lo dico e quasi non ci si crede, ma ogni tanto sussurro ancora al vento le parole proibite che nessuno sentirà mai.

Quando inciampo ti maledico, ma quando mi rialzo senza le mani di nessuno sono gioisa e l’odore dell’estate mi è così caro e tremendo, da far traboccare dal cuore una preghiera contro il male.
Un sottile canto elettrico che dal profondo dell’anima sale fino al cielo e piano si trasforma in una di quelle stelle di vetro che vegliano in eterno la notte.

Raramente

Raramente, solo qualche volta,  ascolti le parole mute cadere come d’inverno, la neve.

La conversazione è diventata una preghiera interiore.
Intensa, crudele, disperata.
Soave e segreta.
Dolce, come una sera d’estate.

Solo ieri mi hai detto che “il silenzio è il linguaggio delle forti passioni”.
Ho pensato che è buffo che anche adesso non riesco a sentirti.

Tu non avere paura, sono sempre tornata senza saperlo.

Non si può mai saperlo prima, misteriosa è la strada, solitario il percorso nell’ignoto.

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Bianco

Tu mi parli nel sonno, io ascolto parole mai dette.
Che dialogo strano, fatto solo di idee.
Lo conosce bene il cuore, eppure non basta.

E quante volte, ancora, abbiamo fatto l’amore senza dircelo?
Se nel tuo silenzio sono più vera, questa verità non ci riscalda al termine della notte.

Vorrei varcare la porta, potrei, lo so
ma non lo farò mai.

La bellezza punta i piedi.

Non so come chiamarti e se mi guardo vedo l’eco dei sogni.

La parola eterea in esilio.
Forse un giorno,
la mano nella mano.

Tremerà tutto il creato e la neve,
la neve farà rumore,

bianco, bello, dolce.

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