L’Idiota

Nouvelle Blog

Ian Curtis, 1956 – 1980

Mi chiamo Ian e non ho ancora compiuto 24 anni, scrivo mentre “piango come un bambino anche se questi anni mi hanno reso più vecchio“.

Tra due giorni sarei dovuto partire con gli altri della band per il nostro primo tour negli Stati Uniti. Manon voglio più stare nel gruppo, Unknown Pleasures è stato il massimo, non volevo che crescesse così, oltre, c’è un limite al di là del quale non si fa che distruggere la bontà e la bellezza di quello che si è creato e ci si riduce a recitare la più meschina delle recite”.
Non ho più il piacere, oh, e da allora ho perso il cuore. Corrotto dalla memoria, non ho più il potere,  sta strisciando lentamente, questa ultima ora fatale”.

“Questa è la stanza, l’inizio di tutto, nessun ritratto finale, solo i fogli sul muro

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Sulla nave

Brivido della possibilità che in fondo, il vuoto, fosse poi solo la percezione della profondità: la vertigine del coraggio.

Sola, era come quella vela candida e crudele che aveva osservato a lungo, muoversi nel blu più profondo. L’ultima corda che la teneva legata al mistero non si era ancora consumata e di notte, quella notte, nel silenzio azzurro della nave addormentata non aveva potuto fermare i pensieri che aveva ignorato prima.

Forse un tempo era appartenuta anche lei, ma non riusciva a ricordare, non era più sicura delle cose che erano state, c’era solo lei e forse non c’era mai stata.

Non c’era mai stata.

Era stato solo uno strano sogno. Un gioco troppo pericoloso da fare su questa terra, ma su quella nave, giorni dopo, aveva sognato ancora di poter giocare a quel gioco. Aveva pianto come una bambina sola: gli altri non giocavano mai, non erano liberi e leggeri nella possibilità dell’essere senza mai farsi intrappolare. No, una cosa era così e basta e ciò le faceva paura.

C’era stata.

Era così, non aveva una storia, era fatta di parole senza peso e ora lo sapeva bene. Ma aveva amato il silenzio più di ogni altra cosa, e lo capiva solo adesso quando ormai era perduto.

Non avrebbe mai più sentito il silenzio.
Lo aveva capito e le si era spezzato il cuore, che dolore, che strazio.
Aveva sempre creduto di essere triste e voler annegare ogni volta che guardava il mare al pomeriggio, ma non era mai stato vero, solo quella sera aveva pensato di buttarsi giù mentre guardava il mare: voleva tornare indietro e non poteva, voleva andare avanti e non poteva, c’era solo l’insopportabile adesso.
Alla fine aveva deciso di vivere senza sapere il perché.

Quelle parole la facevano arrabbiare ancora, poteva vedere le sue labbra muoversi mentre le dicevano che non poteva essere la principessa di una colonia dimenticata da Dio.

E perché aveva pianto tanto poi? Cosa cambiava dalla solitudine di una colonia afosa a quelle strade di città solitarie e piene di gente sconosciuta?

Del resto, non era mai appartenuta a nessuno in nessun posto. Altrimenti avrebbe urlato e invece era rimasta in silenzio.
Non aveva avuto la forza, non gli avrebbe mai più chiesto niente.
Questa inspiegabile fedeltà era solo fedeltà a se stessa.

Cosa conta l’assenza? La distanza? A volte avrebbe voluto dirlo a voce alta ma poi era rimasta in silenzio, nessuno avrebbe capito, ma sentiva che qualcun altro nel mondo doveva pur saperlo, perché quando una cosa è vera ci si capisce anche senza bisogno di parlare.

Qualcuno lo sapeva e un giorno lo avrebbe trovato.

“Non è facile essere liberi come il vento” eppure lei era nata così incerta. Eppure la notte sulla nave, aveva deciso di vivere.

La verità non ha bisogno di diventare qualcosa di più, è come il silenzio del mare, tutti possono udirlo ma pochi lo sentono dentro. E lei, la sciocca ragazzina morta di sogni, era come l’onda dei pensieri più segreti e quella notte, su quella nave aveva deciso di vivere.

Avrebbe scoperto poi il perché, ed era questo quello che contava, adesso.

Strawberry Cherry

I can’t keep running with you baby, he said
I need to taste real
And you are just my strawberry cherry wine
With thousand dreams you make me dope
I can’t bear no more

I’ll miss your bright twisted sparkle
to light up black skies where I get lost
When we could get messed up just for fun

Now I need to taste the real
And you are just my strawberry cherry wine
With thousand dreams you make me dope
I can’t bear no more

I hunger the real thing

You are my desert mirage
My ephemera sickness
Wilderness charm
You taste as a poem of sugar
Deadly sweet warm

My china doll with magic soul
You give me nightshade panic
High under your spell of love
It’s never enough when I get low
Wild and safe I can’t play anymore

My baby, eyes of fire, child of the sea
you are my noir muse of all heavenly fantasies

But I’m burnt

I can’t keep running with you
My faith’s so blue
I don’t love you

I need to taste the real
strawberry cherry wine
A thousand dreams I painted black ’cause
I got broken so insane, I beseech you to forget the pain
I couldn’t keep running with you
My faith’s so blue
I don’t love you
Sweetest thing in the world
I do it just for you

Mon chéri, now I can answer to you
Maybe our games sent us insane
But you did it just for you
How can I regret someone like you?
You go your way and I’ll go mine

I drive along like I’m supposed to
You be the man you want to
Feel free to play mean
That wont’t make you a man
It will only satisfy your Spleen

You tried too hard to forget
Telling that you miss her bad
That you love her mad
But every time you kiss her
You get the hot feeling strange and blue
It’s me taking over you
There’s nothing you can do
Then go back to your void mood
Romancing with her won’t save you

Keep running everywhere
Own things you don’t deserve
Mírate mon cœur
You can’t hide from yourself

It could hurt sometimes
Too hot
So cold
Too much
Divine
It’s the sorrow of being alive

If only you had dared to

And how does it feel to had sell
things everybody can have in the world

Your secret been untold
When the dark falls
Speaks too loud

Now je suis la Reine of Saigon
I set on fire my soul

Like Marguerite with her Lover
Never looking back at your
Black car waiting near the breakwater
No matter what you say or do
You get my ship through

Je suis la Princesa of the sea infinito
Por siempre
Azul como el cielo

Flowers grow in my hair
Endless summer everywhere

I Met a Blue Girl in Dreams

Now she sings for me,
chasing lights chasing power,
She plays dreams dangerously
She is like poison with curls
She tried hard
She pretends
but never liked those things
She gets bored easily

But when the night comes I can hear her sings

Even if money broke our wings
You let them take my place
This broke our heart
I try to remember when we were angels but there’s nothing for my anger
I am like Lolita of the suburbs
Lost forever in dreams of flames

Sometimes we get the blues
But I got the power to be whatever I think
I think a lot
and it’s like heaven

Americanroseve

Tutto quello che ti serve

Ho inventato mondi nuovi da scoprire,
infiniti, bellissimi e selvaggi
ma nessuno li ha ancora conquistati davvero.
Neanche io.

Nell’attesa dell’attimo non so se nascondermi nel bosco o ballare nuda sulla spiaggia.
Mi prenderesti in giro se sapessi.
Moriresti dal ridere o dalla rabbia.
Se chiudo gli occhi, posso sentirlo.

Riscoprendo il cielo sono felice, anche se ogni tanto sopporto male la fatica della speranza. È ancora buffo aver scoperto di essere senza.
Tremo ma ho bisogno di scoprire se potrò mai superare i limiti segreti dell’anima.

Non ho mai creduto davvero in nessuna parola ma anche questo silenzio misterioso non lo capisco, confonde l’anima e mi travolge.
Lo ascolto parlarmi di cose sconosciute.
Credo più a lui che a noi.

Spesso perdo tempo, punto i piedi, soffro.
Accarezzo il mare con i miei occhi, mi perdo nel suo specchio
furioso e calmo come noi.

Mi perdo e so chi sono.

Solo lui conosce i giochi segreti del mio cuore.
Non sono sicura di sapere cosa faccio,
ma lo faccio bene, lui lo sente.

Quando tutto va a fuoco sorrido.
So essere bella e innocente quando
libera e selvaggia gioco con l’infinito
ed è così per sempre, sa anche questo.

Non ti invidio,
Non voglio avere più paura.

Non lo dico e quasi non ci si crede, ma ogni tanto sussurro ancora al vento le parole proibite che nessuno sentirà.

Quando inciampo ti maledico, ma quando mi rialzo senza le mani
di nessuno sono fiera e l’odore dell’estate mi è così dolce e tremendo,
da far nascere una preghiera contro il male. 
Dal profondo sale fino al cielo con tutta la magia e piano diventa una di quelle stelle che vegliano la notte.

 

Raramente

Raramente, solo qualche volta,  ascolti le parole mute cadere come d’inverno, la neve.

La conversazione è diventata una preghiera interiore.
Intensa, crudele, disperata.
Soave e segreta.
Dolce, come una sera d’estate.

Solo ieri mi hai detto che “il silenzio è il linguaggio delle forti passioni”.
Ho pensato che è buffo che anche adesso non riesco a sentirti.

Tu non avere paura, sono sempre tornata senza saperlo.

Non si può mai saperlo prima, misteriosa è la strada, solitario il percorso nell’ignoto.

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Bianco

Tu mi parli nel sonno, io ascolto parole mai dette.
Che dialogo strano, fatto solo di idee.
Lo conosce bene il cuore, eppure non basta.

E quante volte, ancora, abbiamo fatto l’amore senza dircelo?
Se nel tuo silenzio sono più vera, questa verità non ci riscalda al termine della notte.

Vorrei varcare la porta, potrei, lo so
ma non lo farò mai.

La bellezza punta i piedi.

Non so come chiamarti e se mi guardo vedo l’eco dei sogni.

La parola eterea in esilio.
Forse un giorno,
la mano nella mano.

Tremerà tutto il creato e la neve,
la neve farà rumore,

bianco, bello, dolce.

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Sogni e versi

Ho sognato che mi mancava il suono delle parole non dette.
Così, le scrivo di notte per confessare i miei segreti.

Quanti segreti.

Ma quando alla sera, seduta sul letto leggo versi in francese, io vedo i tuoi occhi e mi addormento come una bambina senza pensieri.

Ma non voglio più dormire, ti prego, chiamami nel cuore della notte.
Svegliami.

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E pensavo

E pensavo di essere così trasparente
che chiunque pur non volendo avrebbe potuto leggermi dentro se solo il suo sguardo avesse incrociato i miei occhi.
Ma non era così.

Sono solo un altro mistero della notte
In fiamme, sempre in fiamme.
Immobile nella frenesia del mio desiderio, ora fremono i sogni dell’abbraccio che spegne i pensieri. Lo cerco e non ti trovo.

Il desiderio annegato nell’acqua del tuo cuore era così dolce che lo si poteva accarezzare senza bruciarsi. Ora andiamo solo in fiamme.
E non ci resta più niente.

Amore e morte, eterna verità ti ho incontrata una notte d’estate della mia anima. Io non lo sapevo. Che tragedia questa grazia.
Forse, se ti lanciassi nelle fiamme ti illumineresti anche tu.
Ma non illuderti, puoi solo scappare
non mi potrai mai consumare.

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