Ballo d’Ottobre.

L’inverno è arrivato all’improvviso. Come lui.

Seduta nella sua macchina, mi ha fatta scendere e abbiamo ballato sotto la pioggia di fine Ottobre.
Stretti e bagnati.
Noi due nell’abbraccio freddo della prima notte di questo inverno.

Lo guardo negli occhi e vedo l’Amore, un estraneo e un fratello allo stesso tempo. Sorride: devi essere forte, io sarò forte per te.
Sorride, è così intenso che non riesco a guardarlo troppo a lungo.

Tremo, disperata come una sopravvissuta sotto la tempesta, travolta dal freddo e dalla felicità.

Balliamo.
Lo stringo. Lui mi respira a fondo l’anima, io lo sento tutto addosso a me come la pioggia.

Noi balliamo da soli.

Mi fai piangere, così contenti e persi da fare male.
Ti amo non voglio dirti che ti amo perché lo dicono in troppi.

Non dobbiamo neanche più parlare.

Se il cuore è un oceano, siamo annegati.

 

Ce grand malheur de ne pouvoir être seul

 

Ogni tanto ho qualche crisi di malinconia, ma le supero con la massima facilità grazie alle lettere, quelle che scrivo e quelle che ricevo: mi ridanno coraggio. Stia comunque certo che non mi succede mai senza una ragione. Spesso mi chiedo se vale la pena di vivere. Non sono né caldo, né freddo e non trovo piacere in nulla. Morte, amica sincera e carissima dell’uomo. La sua immagine non solo non ha per me nulla di terrificante, ma mi appare addirittura molto tranquillizzante e consolante! E ringrazio il mio Dio di avermi concesso la fortuna di procurarmi l’occasione di riconoscere in essa la chiave della nostra vera felicità.

 

Così scriveva Mozart, e del resto come dargli torto? Anche io ho sempre scritto molte lettere fino a quando non è arrivata la tecnologia nella mia vita e ho smesso. Ma le domande melanconiche sono rimaste le stesse.  Voi come siete? Caldi? Freddi? In cosa trovate piacere? Siete riusciti a definirvi e trovarvi un ruolo?

«Es läßt sich nicht lesen»

Soli

La mia mente ha preso il volo
Un pensiero uno solo

“Era finita. Basta. A me questa fine sembrava buona. E poi, io odiavo le fini. Nelle fini le cose si devono sempre, nel bene e nel male, mettere a posto. A me piaceva raccontare gli scontri tra alieni e terrestri senza una ragione, di viaggi spaziali alla ricerca del nulla. E mi piacevano gli animali selvatici che vivevano senza un perché, senza sapere di morire. Mi faceva impazzire, quando vedevo un film, che papà e mamma stessero sempre a discutere sulla fine, come se la storia fosse tutta lì e il resto non contasse nulla.
E allora, nella vita vera, anche lì, solo la fine è importante? La vita di nonna Laura non contava nulla e solo la sua morte in quella brutta clinica era importante?” Io E Te p.96

Ambliopia

Ambliopia è il temine scientifico usato per indicare la situazione nella quale la visione da un occhio è ridotta perchè l’occhio ed il cervello non lavorano bene assieme. L’occhio è di per se normale in quanto non presenta nessuna patologia di tipo organico, ma non viene lo stesso utilizzato in maniera corretta perchè il cervello favorisce l’altro occhio, sopprimendo l’immagine dell’occhio ambliope, detto anche per questo “occhio pigro”.

 

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Io vedo così dal mio occhio sinistro a vantaggio totale del destro e di conseguenza il mio cervello si è sviluppato in modo diverso da quelli normali e questo rientra nello spettro di ciò che prende il nome di neurodiversità<, inoltre sucessivamente sono stata tra i primi bambini italiani a ricevere anche una diagnosi di ADHD Il Disturbo da deficit d’attenzione ed iperattività. Ovviamente i miei genitori non ci hanno mai creduto e quindi ringraziandoli non ho mai preso niente di niente e non sono diventata una baby tossica Ritalin addicted morta suicida a 15 anni LEGGETE QUI ALCUNE CONTROVERSIE

Vi elenco i sintomi:

  • Hanno problemi a rimanere concentrati, sono spesso distratti
  • Sembrano non ascoltare ciò che gli viene detto
  • Hanno difficoltà a seguire le istruzioni
  • Hanno problemi ad organizzarsi, pianificare e terminare compiti e progetti
  • Spesso perdono o ripongono male giochi, libri ed altre cose
  • Costantemente irrequieti ed agitati
  • Parlano eccessivamente ed hanno difficoltà a giocare in modo calmo
  • Buttano fuori risposte prima di avere ascoltato l’intera domanda
  • Hanno difficoltà ad attendere il proprio turno
  • Si introducono in giochi o discorsi di altre persone
  • Interrompono gli altri
  • Sono incapaci di controllare efficacemente le proprie emozioni, hanno frequenti scoppi di rabbia 

Da notare che la lista dei comportamenti usata per diagnosticare l’ADHD e quasi uguale alla lista dei comportamenti per determinare i bambini prodigio  vedere:

ADHD e genio

piccoli geni ma infelici

Essere infelici per alcune persone è normale. Se avete dei bambini così vi consiglio di leggere questo libro : clicca lasciare perdere le sigle etc parlare tanto con loro e sforzarvi di pensare come loro perché loro si sforzeranno per tutta la vita di pensare come voi.

Apgar Score

Io sono nata in qualche modo morta. No, non è una frase triste. È vero.

Il mio indice Apgar era pari a 0 – per la cronaca Virginia Apgar è stata una grande donna –

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Mi chiedo ancora oggi se questa cosa mi abbia segnata. Avrò visto anche io Dio? Non lo sapremo mai. Da questa cosa penso che mi sia rimasto un po’ di mal de vivre. Non se ne parla mai e non credo che interessi a nessuno, ma chissà cosa si portano dietro i bambini nati così prematuri?
Il trauma alla nascita. È una mia ossessione personale.

Sono stata rinchiusa per mesi in una scatola di plastica rischiando di morire ancora di tanto in tanto. Mi hanno raccontato che negli ultimi tempi di ricovero ho anche tentato la fuga lanciandomi dall’incubatrice e per questo mi hanno legata. Volevo vivere anche se nessuno mi poteva toccare. Mi sarà mancato qualcosa? Non ho sentito il calore della mamma, il battito del suo cuore e tutte le parole di gioia. Ho sentito la morte? Non lo so, il freddo della plastica è sicuro e l’odore dei guanti di lattice anche.

Mi chiedo se è per questo che non lego con le persone, non ho mai legato molto, neanche all’asilo. Amo stare da sola ma per le pochissime persone a cui mi affeziono profondamente nutro sempre una grande paura dell’abbandono. Per la mia mente anche il più piccolo abbandono soprattutto se brusco o inaspettato è un dolore particolare.

Quando mi succede di sentirmi abbandonata sento il cuore che salta un colpo e il formicolio dell’adrenalina che si diffonde nel mio corpo con quella punta di bruciore caratteristica che si avverte sulle mani e dopo la sensazione di vuoto. Quando succede penso sempre che deve essere la stessa cosa che ho provato quando sono nata, come sapete l’adrenalina permette al corpo di sopportare ogni cosa e fa battere il cuore. 
Deve essere registrato dentro di me.

Difficile

È difficile essere una persona. Troppe ombre, troppe luci: troppo e tutto insieme.

L’essere umano non è libero quando è succube delle opinioni del mondo e non riesce a staccarsene ma anche la libertà ha un prezzo così come la solitudine.
La solitudine e la libertà sono le conquiste più alte che spesso possono costare la follia.
Del resto come è possibile emanciparsi dal mondo? 

L’essere umano ha la sua benedizione/maledizione: essere un animale con la mente di dio, una sorta di creatura mostruosa a metà.
Per questo siamo sempre intrappolati tra i due estremi, scienziati che vogliono farci diventare animali e religiosi che vogliono farci diventare figli di dio. L’uomo non può liberarsi da se stesso. 

Al di là di tutte le speculazioni possibili è probabile che il peccato originale si riferisca proprio a questa condizione di “libertà nell’essere umano” -è un bel gioco di parole-.

Perché l’uomo – eccetto nei casi di malattie celebrali organiche – ha sempre un sottile margine di scelta in quello che fa, vive, sente e infine diventa. Non controlliamo le emozioni superficiali ma a livello complesso, articolato e profondo abbiamo pieno controllo e tutto il resto è una scusa.

Scuse per mettere a placare i sensi di colpa, i quali non sono indotti solo dalla morale o dal mondo ma anche dall’immagine che abbiamo di stessi. Siamo quasi programmati per sentire i sensi di colpa, i dubbi, la paura e il dolore poiché tutti sappiamo consciamente o meno – e non so chi delle due categorie sia più fortunata- di avere sempre una scelta.

 

“Chi non mangiò mai il pane del dolore, chi non passò mai le ore della notte a piangere e a sospirare il mattino, quegli non vi conosce, o potenze celesti.”

De Profundis